N.18 - 4 Settembre 2003
L'orologio solare di Uggiano Montefusco
(Cosimo Distratis)

Ogni orologio solare racconta la propria storia legata al luogo in cui è stato costruito, del quale indica le coordinate: latitudine, longitudine e azimut. I numeri, le linee e le figure geometriche che lo compongono rappresentano, tra l'altro, il calendario di un intero anno, "scritto" in una sola pagina: la parete sulla quale l'orologio è stato dipinto.

Leggere quanto scritto qui di seguito aiuterà il lettore a interpretare e comprendere tutti i particolari riportati sulle pareti dell'Osservatorio Astronomico Didattico "Isaac Newton" di Uggiano Montefusco, in provincia di Taranto, e potrà suggerire anche come interpretare altri orologi solari, costruiti in altri luoghi, con altre coordinate ...

"Sole peregrino homini horas numero"
L'orologio solare dell'Osservatorio Astronomico Didattico "Isaac Newton" di Uggiano Montefusco è alquanto complesso, potremmo dire sui generis: è stato realizzato su tre dei quattro muri che sorreggono la cupola, ciascuno dei quali misura circa 2 metri per 4. In realtà, non uno ma ben tre orologi che, nell'arco di un giorno, segnano tutte le ore di Sole, dalla levata al tramonto.

Questo orologio non è artistico, ma è sicuramente didattico e funzionale. È ricco di numerosi "segni", che forniscono utili informazioni sulla gnomonica e sull'astronomia; di conseguenza, le numerose scolaresche che vengono in visita guidata si soffermano a lungo per studiarlo.

L'orologio principale è prospiciente Sud, ed essendo stato realizzato su un muro non perfettamente allineato con i punti cardinali Est-Ovest (con un Azimut di -5° rispetto ad Est oppure di 85° rispetto a Nord), risulta declinante ad Est. Poiché per tale motivo l'esposizione al Sole conta più ore nel mattino che nel pomeriggio, i rami delle iperboli (curve diurne) segnati dall'ombra dello stilo durante i mesi dell'anno e ai solstizi sono asimmetrici, mentre la "linea retta equinoziale" è obliqua. Lettere e numeri, alcuni quasi a caratteri cubitali, dipinti con colori diversi e vivaci, si leggono anche a grande distanza.

Il quadrante meridionale
Lo stilo è stato allineato con l'asse terrestre che ha un'inclinazione di 23° 27' sul piano dell'eclittica. Guardando, quindi, nel tubicino fissato nel muro, in cui esso è alloggiato, si osserva la stella polare. I numeri (ossia le ore) che vengono "segnati" dall'ombra dello stilo nei diversi giorni dell'anno sono di colore rosso tranne quelli in prossimità del solstizio invernale, che sono di colore arancione, in quanto nel mese che precede il solstizio invernale (Dicembre), come in quello che lo segue (Gennaio), il Sole può non essere ancora sorto tra le 6:00 e le 7:00 del mattino, e può essere già tramontato tra le 16:00 e le 17:00 del pomeriggio. Se è già sorto, o non è ancora tramontato, non crea ombra perché poco luminoso! Ugualmente, in prossimità del solstizio estivo, nel mese di Maggio che lo precede e in quello di Luglio che lo segue, sempre nelle stesse ore, il quadrante non è illuminato perché il Sole sorge prima degli 85° e tramonta dopo i 265°; in questi periodi, le ore vengono indicate dagli orologi secondari, laterali, anche essi polari (cioè aventi lo stilo parallelo all'asse terrestre) come quello principale. Con essi è quindi possibile contare tutte le ore di luce, dalla levata al tramonto del Sole.

Sul quadrante dell'orologio principale le ore, le mezze ore e i quarti vengono indicati rispettivamente con rombi, triangoli e punti, tutti equidistanti dal piede dello stilo. Questo è così lungo da indicare in tutti i mesi dell'anno anche i gradi corrispondenti ai fusi orari, segnati ai margini dell'orologio in direzione delle ore, ed è tanto sottile che la sua ombra si proietta su un settore di soli 2 minuti.

L'ombra di un pomello (lo gnomone), fissato a 28 centimetri dal piede dello stilo, traccia nei giorni degli equinozi (21 Marzo e 23 Settembre) la "linea equinoziale", e nei giorni del solstizio invernale (21 Dicembre) e del solstizio estivo (21 Giugno) le due "curve" (rispettivamente, quella più in alto e quella più in basso) che delimitano le linee orarie. I mesi sono indicati con i numeri romani disposti lungo la "lemniscata" (o "analemma") delle ore 12:00, la quale "misura" l'anticipo o il ritardo dell'ora solare rispetto a quella civile, indicata dall'orologio elettrico sottostante. Quest'ultimo è collegato e sincronizzato con un orologio che si trova all'interno della cupola, il quale viene consultato per conoscere l'ora astronomica in ascensione retta delle coordinate degli astri, ed è in grado di mettere in funzione una sirena a mezzogiorno dell'ora locale.

L'ora solare (l'ora "vera") coincide con l'ora civile solo quattro volte all'anno e cioè tra il 14 il 15 Aprile, tra il 12 e il 13 Giugno, tra il 31 Agosto e l'1 Settembre, tra il 24 e il 25 Dicembre, mentre negli altri giorni dell'anno può essere in "anticipo" (con un massimo di 14 minuti dall'1 al 22 Febbraio), o in "ritardo" (con un massimo di 16 minuti dal 22 Ottobre al 14 Novembre). L'"anticipo", il "ritardo" o la corrispondenza tra l'ora solare e l'ora civile costituiscono l'equazione del tempo, riportata dettagliatamente nei due grafici disegnati, rispettivamente, a destra e a sinistra del quadrante del'orologio principale.

L'equazione del tempo
La linea arancione visibile vicino ai 15°, corrispondente al meridiano del Monte Etna o del fuso orario fondamentale dell'Italia, indica il mezzogiorno locale con circa 10' 23'' di anticipo, poiché la cupola, sotto cui è alloggiato il telescopio principale dell'Osservatorio, si trova precisamente a 2° 35' 54'' a Est dal meridiano fondamentale dell'Etna. Ciò può essere riscontrato anche dalle coordinate che leggiamo ad Ovest del quadrante: Lat. 40° 23' 18'' , Long. 17° 35' 54'', da cui discende che la "longitudine oraria" è di 10' 23''. (Per calcolare la "longitudine oraria" bisogna tenere presente che la Terra impiega 4' per ruotare su se stessa di 1°, considerando la circonferenza dell'equatore. Moltiplicando i 4' per la differenza di longitudine esistente tra l'Osservatorio e il Monte Etna, si ottengono i 10' 23'' di anticipo, che costituiscono la "longitudine oraria" del luogo, segnata sulla destra del quadrante).

Sul quadrante dell'orologio principale, vicino ai nomi delle stagioni - Primavera e Autunno sulla "linea equinoziale", Estate e Inverno sulle rispettive "linee solstiziali" - si notano anche i segni delle costellazioni zodiacali, che non corrispondono a quelle tradizionali, risalenti a più di 2000 anni fà, a causa del fenomeno della "precessione" dell'asse terrestre, già conosciuto da Ipparco nel II secolo a.C.

Il motto che si legge sopra il quadrante principale è originale: "SOLE PEREGRINO HOMINI HORAS NUMERO" e può essere tradotto in senso letterale o inteso in senso allegorico. Sottinteso, naturalmente, "EGO", riferito all'orologio, si può tradurre con: "(Io), con il Sole conto le ore all'uomo che passa", oppure "(Io), con il Sole che si sposta conto le ore all'uomo", o ancora "(Io), con il Sole conto il tempo all'uomo che è di passaggio sulla Terra".

Originale è anche il motto che si legge sul quadrante Est dell'orologio: "DIE SOLE NOCTE LUNA", ossia "(Io conto le ore) di giorno con il Sole e di notte con la Luna". Infatti, utilizzando l'ombra dello gnomone prodotta dalla Luna durante le ore notturne, conoscendo l'"età" della Luna, ossia quanti giorni sono trascorsi dall'ultimo novilunio, e tenendo conto del ritardo giornaliero che la Luna ha nel passaggio sul meridiano (ritarda di circa 48 minuti) rispetto al Sole, si può risalire all'ora ... solare, notturna!

La data di costruzione "A.D.1988" ("Nell'anno del Signore 1988") riportata sopra, a sinistra del quadrante principale, senza pretesa alcuna di essere l'inizio di un'epoca per un orologio che deve sfidare l'azione demolitrice del tempo, fornisce utili informazioni ai visitatori (specialmente agli studenti dei licei classici e scientifici) sul movimento di "precessione degli equinozi".

La precessione degli equinozi
Questo lentissimo movimento dovuto alla "precessione" dell'asse terrestre viene segnalato dall'orologio solare non soltanto per mezzo dello stilo, ma anche e principalmente dal tubicino in cui esso è alloggiato. Guardando, infatti, attraverso questo tubicino, come se fosse un sestante, l'attuale stella polare sarà visibile sino e non oltre il 2059,6 dato che, nel frattempo, l'asse terrestre si sarà spostato di 1° lungo la circonferenza della base del cono che esso descrive (per inciso, tale spostamento avviene in 71,6 anni). La data "1988" riportata sul quadrante principale dell'orologio serve da riferimento, in quanto dopo 25.791 anni, e cioè nell'anno 27.779, l'attuale stella polare, l'"alfa" dell'Orsa Minore, riapparirà nel tubicino dello stilo ... ammesso che per quell'epoca sia ancora in piedi la struttura dell'Osservatorio !

I due orologi polari secondari permettono di catturare l'ombra dello stilo nelle prime ore della giornata (parete ad Est) e nelle ultime (parete ad Ovest), garantendo, assieme all'ombra proiettata sul quadrante meridionale principale, la totale copertura delle ore di luce. Così come lo stilo del quadrante meridionale, anche lo stilo del quadrante occidentale e quello del quadrante orientale puntano verso il polo nord celeste, ma chiaramente, mentre nel quadrante principale lo stilo trapassa la parete (nel punto in cui è disegnata la stella polare), in entrambi i quadranti laterali esso si trova ad una certa distanza dalla parete, essendo "quasi" parallelo a questa. Il "quasi" è giustificato dal valore della declinazione orientale dell'Osservatorio (5° Est) che comporta, fra l'altro, due lunghezze diverse per il sostegno posto all'estremità di ciascuno stilo. Una differenza di "4 centimetri" garantisce il puntamento verso la stella polare.

I quadranti laterali
Il principio di funzionamento dei due quadranti laterali, secondari, è il medesimo di quello meridionale, principale. Anche in questo caso, infatti, le linee orarie convergono verso il punto immaginario (molto lontano, al di fuori del muro) in cui lo stilo, o meglio il suo prolungamento, incontra il prolungamento ideale del muro. Ciò non accadrebbe se il quadrante fosse orientato esattamente lungo la direzione Nord-Sud, cioè esposto perfettamente a Est o a Ovest; in questo caso lo stilo non incontrerebbe mai il muro, perciò le linee orarie sarebbero tutte parallele allo stilo e fra di loro, risultando inclinate rispetto alla linea dell'orizzonte di un angolo pari alla latitudine del luogo. Per i quadranti laterali del nostro Osservatorio, quest'angolo è mantenuto solo dalle linee orarie relative alle ore 6:00 e alle ore 18:00, rispettivamente. Due rami d'iperbole, infine, chiudono superiormente e inferiormente entrambi i quadranti, descrivendo il percorso che lo gnomone, fissato al centro dello stilo, traccia sulla parete nei giorni dei due solstizi.

La cittadina di Manduria, di cui Uggiano Montefusco è frazione, come altri comuni del Salento, ha avuto una certa tradizione nel servirsi della meridiana per contare sia le ore solari che quelle canoniche, poiché è stato un centro di cultura laica e religiosa. Ma di tante ne restano soltanto tre (che necessitano di restauro): 1) quella sull'edificio di fronte alla Chiesa Madre, 2) quella sulla torre "Porticella", 3) quella più obsoleta sul settecentesco palazzo "Imperiali", sul cui quadrante sbiadito si nota appena un pezzo di ferro arrugginito che doveva essere lo stilo.

La seconda, già manomessa, fino a 60 anni fà veniva utilizzata per rimettere in orario l'orologio meccanico della stessa torre, il quale, a sua volta, veniva usato per regolare gli orologi dei fattori (o massari) che, ogni domenica, dalle tante masserie del feudo, tornavano in città.

N.B.: ad Ottobre del 1998, ricorrendo il decennale della costruzione, l'orologio solare meridionale è stato restaurato dal geom. Paolo Battista, le cui iniziali P.B. sono evidenti nella parte superiore destra della parete. Paolo Battista ha costruito anche i due orologi laterali, i cui disegni tecnici sono stati riportati sopra.




Fonte: "L'orologio solare dell'Osservatorio "I.Newton" - Uggiano Montefusco (TA) - " di Cosimo Distratis





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