Aprile 2001
I colori naturali delle stelle
(Daniela Villani)

Gli uomini sono creature visuali e il colore ricopre un ruolo fondamentale, sia nella loro vita quotidiana, sia negli studi astronomici.

Nella vita quotidiana, la percezione dei colori, oltre a recare piacere da un punto di vista estetico, assolve a una necessità primaria: distinguere una luce verde da una rossa a un incrocio, una bacca velenosa da una commestibile, così come individuare un cervo nella foresta, può essere questione di vita o di morte per un essere umano.

In astronomia, i colori, oltre a rendere le immagini visualmente stimolanti, contengono preziose informazioni relative alla composizione chimica, alla temperatura, all'attività e all'età degli oggetti celesti.
Tuttavia, incuriosisce il fatto che, spesso, possiamo ammirare fotografie di uno stesso oggetto celeste, o di una stessa porzione di cielo, diverse una dall'altra ... per i colori! Che significato dobbiamo dare a queste differenze? Quali sono, dunque, i colori del cielo? Come nasce un'immagine astronomica a colori?

In condizioni di scarsa luminosità, quali sono quelle del cielo notturno, in cui gli oggetti da fotografare sono molto deboli, le comuni pellicole a colori, da noi utilizzate per fotografare le scene di vita quotidiana, illuminate dalla luce solare, non possono funzionare. Per superare questo grosso limite, si utilizza un metodo molto efficace, anche se complesso.

La Nebulosa Aquila in "bianco e nero" ...
L'acquisizione dell'immagine astronomica viene effettuata a una certa lunghezza d'onda, corrispondente a un determinato colore della luce. Un'immagine di questo tipo non è a colori, in quanto presenta solamente differenti intensità, o tonalità, dello stesso colore con il quale è stata registrata. Perché diventi un'immagine a colori, occorre combinare assieme più esposizioni, realizzate con pose opportunamente equilibrate a varie lunghezze d'onda, o colori.

In questo modo, si può "giocare" a colorare gli astri, ottenendo risultati, a dir poco, spettacolari!

Ma per ottenere i colori della natura, quelli che il nostro occhio vedrebbe se fosse estremamente sensibile e riuscisse a raggiungere i deboli e remoti oggetti del cielo, gli astronomi ricorrono alla tecnica, molto antica, della tricromia fotografica, nella quale i tre colori primari , il rosso, il verde e il blu, vengono registrati separatamente su tre negativi in bianco e nero, prima di essere opportunamente combinati per ottenere l'immagine finale a colori naturali!

Benché possa sembrare molto strano, tutti i colori visibili dall'occhio umano sono riproducibili con la tecnica della tricromia fotografica! Si tratta di un procedimento molto complesso, chiaramente non utilizzabile per le fotografie quotidiane, in quanto richiede tempi di realizzazione molto lunghi, che si possono rispettare solo nel caso degli oggetti celesti, come le galassie e le nebulose, il cui aspetto resta inalterato per anni e anni!

... a colori naturali. (jpg-304 kb)
Lettura consigliata:

"L'universo invisibile" di David Malin (1999, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, per l'edizione italiana)





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