Aprile 2001
dall'articolo: I colori naturali delle stelle
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Fotografare un paesaggio naturale con i colori "reali", quelli corrispondenti
alla memoria umana del colore, richiede, nel caso degli scenari cosmici,
deboli e remoti dall'esperienza quotidiana, l'uso di grandi telescopi
e di tecniche fotografiche speciali. L'immagine spettacolare di
questo "dito" di polvere, appartenente alla
Nebulosa Aquila, è stata acquisita
dal telescopio spaziale Hubble (HST) nel 1995. Le videocamere dell'HST non sono
a colori, ma possono realizzare fotografie solamente in bianco e nero.
In sostanza, riproducono la luminosità del paesaggio
assegnando via via valori numerici differenti, che possono essere
rappresentati dalle tonalità del grigio, in positivo o negativo.
Per ottenere i colori naturali del paesaggio, quelli che vedrebbe
l'occhio umano se fosse estremamente più sensibile alle debolissime
sorgenti celesti, si ricorre alla
tecnica della tricromia fotografica, che combina insieme
tre differenti esposizioni,
ottenute rispettivamente nei tre colori
primari, il rosso, il verde e il blu. Per quanto strano possa
sembrare, tutti i colori visibili sono riproducibili con questa tecnica, molto
antica.
Fonte: Space Telescope Science Institute |