N.21 - 29 Settembre 2005

dall'articolo: L'astrolabio, computer del Rinascimento
Un astrolabio è formato da più parti montate una sull'altra, delle quali alcune fisse e altre mobili, tenute insieme da un perno centrale. La parte che forma il corpo vero e proprio dello strumento si chiama "madre": si tratta di una lamina rotonda con un bordo rilevato, avente un diametro variabile mediamente tra i 10 e i 30 centimetri, che contiene al suo interno il "timpano" e la "rete". Il "timpano" è una piastra rotonda che rappresenta una proiezione stereografica della sfera celeste sul piano dell'equatore; la "rete", formata da linee curve intrecciate, riproduce l'eclittica e la posizione delle principali stelle del cielo e ruota sopra il "timpano" per simulare il movimento diurno della sfera celeste. Un "puntatore" a forma di lancetta di orologio , imperniato nel centro e libero di ruotare, consente di leggere sul bordo della"madre" le coordinate del Sole o delle stelle; infine l'"alidada", un indicatore mobile a forma di piccola barra con un mirino, permette di misurare l'altezza degli astri.
Fonte: Istituto Tecnico Nautico Statale "Artiglio" di Viareggio






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