N.21 - 29 Settembre 2005

Recensione (a cura di Giacomo Tommei)

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    "Gli Asteroidi ed il rischio da impatto" di Mario Di Martino, a cura del Museo di Scienze Planetarie di Prato

    Questo libro rappresenta la prima iniziativa editoriale del neonato Museo delle Scienze Planetarie di Prato.
    L'Autore ci introduce nel mondo degli asteroidi con un sapiente mix tra caratteristiche fisiche e dinamiche, motivando il continuo e crescente interesse di una variegata comunità scientifica (meccanici celesti, astronomi, astrofisici) verso questi "corpi minori" del Sistema Solare.

    Una parte di questi oggetti celesti, orbitante nella fascia principale tra Marte e Giove, non costituisce un rischio per il nostro pianeta, mentre quelli con orbite che si spingono all'interno di quella di Marte, sono potenzialmente pericolosi (NEAs, Near-Earth Asteroids: si vedano in proposito gli articoli di G. Nobile pubblicati su questa rivista nel Febbraio 2001 e nell'Aprile 2001). Negli ultimi anni, il numero di scoperte di NEAs è aumentato significativamente, grazie ad un crescente impegno da parte della comunità scientifica e alla migliore efficienza delle tecniche di ricerca. Oltre all'interesse scientifico, esiste chiaramente la necessità di sapere se qualcuno di essi potrà in futuro impattare con la Terra.

    Ed è su questo punto che si concentra l'Autore nella seconda parte del libro. Attraverso un'analisi statistica e la ricostruzione storico-geologica degli impatti sul nostro pianeta, Di Martino mette in evidenza la necessità di uno studio approfondito di questi corpi celesti, da un punto di vista sia fisico che dinamico, al fine di realizzare un'adeguata politica di prevenzione per evitare eventi catastrofici. Tali eventi sono descritti dalla cosiddetta "scala di Torino" (presentata a Torino in un congresso internazionale nel Giugno 1999), uno strumento studiato per comunicare al pubblico non esperto il rischio d'impatto di ogni nuovo NEA scoperto.

    L'Autore conclude il libro descrivendo il progetto "Spaceguard Survey", nato con lo scopo di scoprire almeno il 90 % dei NEAs con dimensioni superiori al chilometro entro il 2008, e illustrando i principali programmi osservativi per la ricerca di NEAs (LINEAR, NEAT, Spacewatch e LONEOS).

    Segnaliamo due siti dove potrete trovare maggiori informazioni sui NEAs:
    1. NeoDys (Near-Earth Objects Dynamic Site), gestito dal Gruppo di Meccanica Spaziale dell'Università di Pisa;
    2. NEOP (Near-Earth Object Program), gestito dal "Jet Propulsion Laboratory" di Pasadena, California (USA).





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