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Moti delle galassie

All'inizio degli anni venti del novecento, l'astronomo americano Edwin P. Hubble dimostra che le galassie si allontanano in ogni direzione, "trascinate" dall'espansione uniforme dello spazio (come l'uva passa in una pasta che lievita!). Non una fuga disordinata, in quanto la velocità di recessione di una galassia risulta direttamente proporzionale alla distanza: più una galassia è lontana, più è veloce il suo moto di recessione!
Ma, in realtà, il moto di una galassia non è solo moto di recessione!
Più di recente, è emerso che le galassie non sono in quiete rispetto allo spazio in espansione, ma presentano moti propri, ossia deviazioni dal moto generale di recessione, in grado di fornire preziose indicazioni sulla struttura dell'universo, in particolare sulle fluttuazioni della densità della massa. L'esistenza di questi moti propri riflette, infatti, gli effetti gravitazionali di una distribuzione non omogenea delle galassie, come risultato dell'esistenza di fluttuazioni di densità nell'universo primordiale.