Proiezione stereografica
La proiezione stereografica proietta su un piano i punti che giacciono su
una superficie sferica ed è contraddistinta da due proprietà che la rendono
di grande utilità per l'astronomia:
- le circonferenze tracciate sulla sfera, di qualunque raggio e comunque orientate,
vengono proiettate sul piano in altrettante circonferenze;
- gli angoli tracciati sulla sfera vengono proiettati sul piano senza subìre
distorsioni.
Sin dall'antichità, gli astronomi rappresentavano la volta celeste o per mezzo di
globi, che riproducevano le costellazioni direttamente sulla sfera, o sfruttando i metodi
della proiezione geometrica, in particolare la proiezione stereografica.
La figura mostra il principio della
proiezione stereografica.
Il piano di proiezione coincide con il piano dell'equatore celeste e il punto di proiezione (ossia il punto di vista dell'osservatore) con il polo sud celeste.
Il punto in cui la linea immaginaria congiungente il polo sud celeste con una
determinata stella della sfera celeste interseca il piano dell'equatore rappresenta
la proiezione della stella medesima sul piano di proiezione.
Il timpano di un astrolabio è la proiezione stereografica
della sfera celeste: in sostanza, è come se fosse un foglio immaginario
disposto sul piano dell'equatore celeste sul quale vengono proiettati i punti
della sfera celeste.
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