Gennaio 2001
Il Trionfo della Luna (Parte Prima)
(Daniela Villani)

Terra e Luna: due pianeti (o meglio un pianeta, la Terra, e il suo satellite, la Luna) che viaggiano insieme nello spazio, ormai, da miliardi di anni!
La loro è la storia di una lunga amicizia iniziata, secondo l'ipotesi più accreditata, drammaticamente, quando un oggetto massiccio (forse più di Marte) colpì la Terra.
Dalla grande quantità di materiale espulso a causa dell'impatto, si sarebbe formato, per effetto della forza gravitazionale generata dagli stessi frammenti, il nostro unico grande satellite.

La Luna, per la sua vicinanza, è l'astro più splendente del cielo (dopo il Sole, ovviamente, molto più spettacolare, ma troppo luminoso per essere guardato), dall'aspetto cangiante, che da sempre ha esercitato un grande fascino sull'uomo.

Senz'altro, due corpi tanto grandi, come la Terra e la Luna, così vicini, risentono di forti effetti reciproci. E l'uomo ha sempre sospettato, sin dagli albori della sua esistenza, che la Luna avesse un ruolo determinante nei cicli vitali terrestri.

Il sistema Terra-Luna
Ne "La Tragedia della Luna", il notissimo scrittore di fantascienza e divulgatore scientifico, Isaac Asimov, identifica, sottolinea e dimostra tre, abbastanza sorprendenti, effetti associati alla presenza della Luna ...
  • Il Primo Trionfo della Luna ...
"Per cominciare, l'uomo probabilmente non sarebbe mai esistito se la Terra non avesse avuto una luna. La vita ha avuto inizio nel mare circa 3 miliardi di anni fa o più, e per almeno l'80% della sua intera storia su questo pianeta è rimasta nel mare.
La vita è quindi riuscita, grazie alla sua grande versatilità, nel corso di molte generazioni, a colonizzare le terre di confine, a partire dalle fresche acque dei fiumi e dei laghi, per finire alla terraferma in presenza di aria.

Se immaginiamo una primitiva creatura del mare, abbastanza intelligente da poter ipotizzare su una possibile sua vita terrestre, possiamo essere certi che tale prospettiva l'avrebbe spaventata non poco. Sulla terra, infatti, un organismo sarebbe stato soggetto alla totale ed eterna spinta della gravità, all'esistenza di frenetiche oscillazioni della temperatura, sia giornaliere che annue, alla schiacciante necessità di reperire e conservare l'acqua in un ambiente che, essenzialmente, ne è privo, alla necessità di estrarre l'ossigeno dall'arida e secca aria invece che dalla delicata soluzione d'acqua.

La vita del mare di mezzo miliardo di anni fa non possedeva le ``tecnologie'' necessarie ad aiutare una tale creatura a sconfiggere la terra: essa poteva solamente adattarsi, nel corso di centinaia o migliaia di generazioni, alle nuove condizioni fino al punto di vivere sulla terra non protetto da nulla!

Ma quale forza lo avrebbe spinto a fare ciò, in assenza di una decisione intenzionale?

Le maree ...

La vita si diffuse ai margini degli oceani, laddove il flusso e il riflusso dell'acqua del mare copriva per poi nuovamente scoprire i pendii continentali, per ben due volte al giorno.
E migliaia di specie di alghe marine, larve, crostacei, molluschi, e pesci fluivano e defluivano con quelle maree. Ma, quando le acque del mare si ritiravano, occorreva resistere all'incubo dell'esistenza terrestre fino al ritorno dell'acqua, donatrice di vita.

I pochi, che inizialmente riuscirono a sopravvivere, crebbero in numero grazie alla selezione naturale, sviluppando la capacità di resistere per tempi sempre più lunghi alle condizioni proibitive dell'arida terra. E col tempo, queste specie rimasero sulla terra indefinitamente.

Le maree sono prodotte dalla Luna. Anche il Sole produce maree, ma meno intense di quelle della Luna; di conseguenza, da sole, avrebbero rappresentato una piccola spinta verso la vita terrestre, forse troppo piccola per determinare, del tutto, la colonizzazione dei continenti. Oltretutto, centinaia di milioni di anni fa, all'inizio dell'evoluzione della vita sulla terra, la Luna era senz'altro più vicina alla Terra, producendo maree molto più intense di quelle attuali.

(Mi domando se, quando esploreremo la galassia, troveremo la vita universalmente presente su pianeti simili alla Terra, ma sempre vita marina. Mi domando se scopriremo che la vita terrestre richiede il più improbabile degli eventi, la cattura di una luna grande, e che noi siamo quindi soli del tutto nella galassia.)"



Liberamente tratto da:

"The Triple Triumph of the Moon" by Isaac Asimov - Australia Web Publication by "Mountain Man Graphics"





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