Giugno 2001

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"Flatlandia - Racconto fantastico a più dimensioni" (traduzione italiana a cura di M. d'Amico, ed. Adelphi, Milano 2000) è un classico della letteratura fantastica. Opera, a dir poco, geniale del reverendo e pedagogo inglese Edwin Abbott, venne pubblicata per la prima volta nel 1882, non attirando tutta l'attenzione che avrebbe meritato. Solo successivamente, "Flatlandia" venne riscoperta grazie alla rivoluzione operata da Einstein, che vide nel suo autore una sorta di profeta.

Flatlandia è un mondo a due sole dimensioni, larghezza e lunghezza, in cui tutto è completamente piatto. Il narratore, un Quadrato, ne fornisce una descrizione molto accurata, prima di rivelare la sua visione: l'apparizione di una sfera, ossia un oggetto tridimensionale, che penetra nel mondo piatto di Flatlandia, per annunciare l'esistenza della terza dimensione. Una simile realtà, che sfugge al controllo dei sensi, non può che essere accolta con incredulità e scetticismo dagli abitanti di questa "Terra delle due dimensioni" ...

"Flatlandia" non interessa solo il lettore di fantascienza, o l'appassionato di scienza ...
"creando il suo mondo fantastico, il reverendo Abbott ha finito per comporre una delle più notevoli satire della società (non solo di quella vittoriana) che siano mai state scritte" (Masolino d'Amico).





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