Ottobre 2000
Con gli occhi sull'Universo ...
(Daniela Villani)

La nostra concezione dell'universo è cambiata radicalmente nel corso dell'ultimo secolo, via via che si perfezionavano le tecniche e gli strumenti dell'osservazione astronomica.
Fino a meno di un secolo fa l'universo era ancora concepito come qualcosa di statico e di immutabile: era l'estrema eredità della cultura antica, il residuo della concezione tolemaica, che a sua volta riprendeva idee ancora più remote, risalenti alle civiltà egizia e babilonese. Solo nei primi decenni del XX secolo, le rivoluzionarie ricerche di Edwin Hubble diedero origine all'idea di un universo in espansione, nato da un "Big Bang", in continua evoluzione.
La comprensione della genesi e dell'evoluzione di un tale universo costituisce il principale obiettivo della cosmologia attuale:
L'universo ha avuto un inizio?
Si espanderà per sempre?
E' infinitamente grande?
Cercare di rispondere a questi grandi interrogativi è possibile grazie alla velocità finita della luce: tutto ciò che vediamo nel cielo è ... "il passato". La luce che arriva fino a noi oggi ha impiegato un tempo più o meno lungo per raggiungerci e, per quel che ne sappiamo, il corpo che l'ha emessa potrebbe anche aver smesso di esistere mentre noi lo ammiriamo ancora in tutto il suo fulgore. Ecco perché quanto più lontano guardiamo nello spazio, tanto più indietro ci spingiamo nel tempo! Di conseguenza vediamo l'universo come "era", non come "è"!
Poiché l'universo si evolve, e quello attuale è molto diverso da quello passato, noi possiamo imparare molto circa la sua "infanzia" da tutto ciò che osserviamo ora!

In che modo scrutiamo l'universo più lontano, e cosa vediamo?

Ai giorni nostri, le ricerche degli astronomi non sono più limitate allo spettro della luce visibile all'occhio umano. Collegando tra loro telescopi a grandi distanze (al fine di aumentare notevolmente la loro capacità di risoluzione), e grazie a osservatori spaziali sempre più sofisticati (i quali eliminano i problemi legati all'assorbimento dell'atmosfera terrestre), gli scienziati possono oggi osservare il cielo alle differenti lunghezze d'onda, spingendo l'occhio umano fino ai confini dell'universo osservabile.





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