Ottobre 2001
Sir William Herschel e il metodo della parallasse
(Rosa M. Mistretta)

Una notte buia, un cielo stellato, milioni di astri brillano silenziosi, immobili sulla sfera celeste. Ma quanto sono distanti le stelle?

In passato, il concetto di Universo era molto semplice ed era messo in relazione con la vita quotidiana. Per gli antichi Greci, il cielo era una cupola, simile a una scodella rovesciata, che sovrastava la Terra piatta, mentre per Aristotele era una sfera che circondava sia il Sole che la Terra. Sebbene l'astronomo polacco Niccolò Copernico (1473-1543) avesse introdotto un modello innovativo per il Sole e il suo sistema planetario, egli stesso era convinto del fatto che le stelle fossero fissate a un'enorme sfera, posta oltre Saturno, il pianeta più lontano che gli astronomi conoscessero a quel tempo.

Soltanto dopo la scoperta del telescopio, gli astronomi diedero autenticità alle loro conoscenze: si resero conto che lo spazio non si fermava a Saturno, ma si estendeva ben oltre, e che la Via Lattea era costituita da migliaia di piccole stelle. La domanda che ne seguì fu la seguente: a che distanza si trovavano le stelle?

Verso la fine del Settecento si cercò di fornire una risposta al quesito. Fu l'astronomo William Herschel, nato ad Hannover nel 1738, che diede una svolta netta alle scoperte astronomiche. Nel 1781 egli scoprì il pianeta Urano, cui seguirono, nel 1787, i satelliti Titania e Oberon. Osservò, inoltre, le strutture morfologiche del pianeta Marte e le sue calotte polari, ipotizzando che, come quelle terrestri, fossero composte da ghiaccio. Pensò, quindi, di sfruttare un evento di uso quotidiano per la misurazione delle distanze stellari e lo denominò "metodo della parallasse".

Sir William Herschel
Il termine può far pensare a qualcosa di complicato, ma in realtà il concetto è banale. Si collochi un oggetto a una distanza di circa mezzo metro da noi. Fissando l'oggetto, si chiuda alternativamente l'occhio destro e quello sinistro. Si avrà l'impressione che questo si sposti rispetto agli oggetti più distanti. Il motivo risiede nel fatto che, poiché gli occhi si trovano a qualche centimetro di distanza l'uno dall'altro, quando si guarda l'oggetto con un occhio alla volta lo si osserva da due angolazioni leggermente diverse, per cui sembra che si sposti. Questo è l'effetto di parallasse!

William Herschel intuì che lo stesso fenomeno si sarebbe verificato osservando un oggetto celeste, per cui una stella abbastanza vicina alla Terra si sarebbe apparentemente spostata nel cielo, se osservata da due luoghi molto lontani fra loro. L'astronomo sapeva che era possibile osservare le stelle da punti diversi dello spazio, pur rimanendo nello stesso luogo sulla Terra, grazie alla rivoluzione annuale del Pianeta intorno al Sole. Dunque non rimaneva altro da fare che misurare, in un determinato giorno dell'anno, la posizione di una stella relativamente vicina, rispetto alle stelle più lontane sullo sfondo, per poi ripetere tale misurazione qualche tempo dopo. Lo spostamento apparente dell'astro nel cielo avrebbe permesso di ricavare, in modo molto semplice, la distanza dell'oggetto osservato.

Si ha la massima distanza tra due punti di osservazione se si torna nello stesso luogo sulla Terra dopo sei mesi, intervallo di tempo dopo il quale il nostro Pianeta si viene a trovare nel punto diametralmente opposto della sua orbita intorno al Sole, a circa trecento milioni di chilometri dal precedente punto d'osservazione. Dopo sei mesi, una stella relativamente vicina apparirà spostata nel cielo, sullo sfondo di stelle più lontane, di un angolo misurabile, anche se, generalmente, molto piccolo. La metà di questo valore viene usata per ricavare, con semplici calcoli trigonometrici, la distanza dell'oggetto osservato, e prende il nome di parallasse stellare.

Il "metodo della parallasse" è applicabile soltanto alle stelle più vicine dato che, oltre una certa distanza, lo spostamento angolare della stella diventa così piccolo da non poter più essere misurato accuratamente. Le stelle distanti 100 parsec hanno una parallasse di un centesimo di secondo d'arco, mentre sono state osservate ben 700 stelle entro i 20 parsec, di cui si può dare una stima ragionevole della distanza.

Proxima Centauri
La stella più vicina al Sistema Solare è Proxima Centauri: con una parallasse di 0,756 secondi d'arco, si trova alla distanza di 1,31 parsec, pari a 4,2 anni luce, in pratica a circa 38 mila miliardi di chilometri da noi!





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